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Il 47% di morti in meno con sistemi di sicurezza sulle auto

I dispositivi di sicurezza a bordo delle auto dimezzano il numero di morti sulle strade. Ogni anno, verrebbero salvate 19.965 vite umane, riducendo il tasso di mortalità di un significativo 47 per cento. A rivelarlo, alla presenza degli assi del volante di Formula 1, Michael Schumacher e Giancarlo Fisichella, uno studio dell’Aci, presentato, a Vallelunga, nell’ambito del programma internazionale “eSafety Challenge”, per la promozione delle tecnologie per la sicurezza stradale, organizzato assieme a Fia e eSafety Aware, presieduta da Jean Todt.

Dall’Esc (controllo elettronico di stabilità) al sistema di allerta e frenata di emergenza, all’avvisatore di superamento del limite di velocità, fino all’assistente di corsia e al dispositivo per il monitoraggio degli angoli ciechi, sono solo alcuni dei moderni apparecchi “salva vita” che è bene possedere nella propria autovettura, anche al costo di qualche euro in più. E lo sanno bene, soprattutto, le donne che, nella scelta della nuova auto, s’indirizzano sempre più spesso verso modelli con un potenziale di sicurezza più alto. «Così come oggi – ha commentato l’ex direttore sportivo della Ferrari e candidato alla presidenza Fia, Jean Todt – è impensabile acquistare un veicolo privo delle cinture di sicurezza, un domani non si potrà prescindere dai sistemi di ausilio alla guida».

Un countdown che, almeno per l’Esc, ha ricordato il presidente dell’Aci Enrico Gelpi, è stato già fissato dalla Commissione europea: il sistema di controllo elettronico della stabilità dovrà essere montato su tutti i veicoli di nuova omologazione dal 2012 e dal 2014 su tutti i veicoli nuovi in commercio. E fa ben sperare, ha aggiunto, come, oggi, 9 guidatori su 10 conoscano l’Esc. Una percentuale che, solo l’anno prima, era di 7 su 10 e con un significativo 60% di persone che non era interessato ad averlo a bordo del proprio veicolo. «È fondamentale – ha sottolineato il campionissimo di Formula 1 Michael Schumacher – diffondere una nuova cultura della mobilità, facendo crescere in tutti la consapevolezza sui benefici della tecnologia». Anche un professionista esperto, ha aggiunto Giancarlo Fisichella, fresco pilota Ferrari, «può commettere un errore mentre guida. Ecco perché quando sono al volante voglio sapere se l’auto dispone dei sistemi di sicurezza più moderni».

Il messaggio, quindi, è chiaro. Si può fare a meno di un optional per l’estetica, ma non di un dispositivo di sicurezza. Ma se i guidatori, piano piano, si stanno ricredendo, qualche passo in più deve, ora, essere fatto dagli addetti alla vendita. Nel 2008, ricorda il presidente dell’Aci Gelpi, solo un terzo delle auto vendute in Italia erano equipaggiate con l’Esc. Bisogna, dice, sensibilizzarli, come, pure, le singole case costruttrici, sul loro ruolo a favore della sicurezza stradale. E ha concluso con questo auspicio: «qualunque sistema di sicurezza deve messo a disposizione di tutti gli automobilisti, e, quindi, offerto per ogni modello di auto, non soltanto per quelli più costosi».

ricostruzione dell’abruzzo

6 Aprile 2009  03.33: forte sisma nel territorio dell’Aquila e nei paesini vicino, 4 grado della scala richter,il centro storico della città viene distrutto quasi completamente; Onna, un paesino di poche centinaia di abitanti distante pochi chilometri, cade su se stessa provocando in quella zone il maggior numero di morti:65

Il sisma ha provocato oltre al crollo di abitazioni e palazzi, il crollo di universita’, palazzi di lavoro, chiese e altri monumenti storici che costituivano un patrimonio culturale e storico molto importante per tutta la citta’ e la regione.

L’elevato numero di interventi finalizzati alla rinascita della città sia nel settore edilizio che in quello economico e produttivo richiederanno un notevole sforzo organizzativo da parte di tutti i soggetti coinvolti.Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, già dalla prima volta che si è recato in Abruzzo, ha affermato con grande sicurezza la voglia di costruire appartamenti per i piu dei 20 mila sfollati, e ha già effettuato una ventina di sopralluoghi in cui ha potuto constatare “la pienezza del lavoro e la casotanza degli operai”e ha aggiunto che “le prime case verranno consegnate a partire dal 15 di settembre continuando fino a fine mese”

Purtoppo pero’ mi spiace dover dire che il nostro caro presidente ha toppato:le case prefabbricate daranno alloggio a soli 4000 sfollati…lasciandone 16.ooo nelle tendopoli e altri 15000 almeno negli hotel della costa adriatica che, in alcuni casi accertati, hanno “sfrattato” gli abruzzesi perchè bisognosi di posti per i turisti…si riuscira’ a vivere con il freddo nelle tendopoli in inverno?

Un’altra osservazione che vorrei permettermi di fare è la medesima:costruire ok….ma la RI-costruzione quando avverrà?in un video che circola da diversi giorni su facebook il famoso social-network usato prevalentemente dai ragazzi, una ragazza intervistata rivela alcuni fatti non riportati da alcun tg o testata giornalistica nazionale: in primis il centro dell’Aquila è ancora pieno di detriti non rimossi e le case che non devono essere abbattute ma che necessitano solo di qualche operazione di ristrutturazion, non sono ancora state toccate…glisfollati sono 76 mila….e vivono nelle tendopoli;secondo l’impossibilita’ di manifestare , a una quindicina di manifestanti durante l’ultimo sopralluogo di Berlusconi sono stati ritirati striscioni di protesta, pacifica ovviamente….in quel preciso istante stavano passando delle auto blondate…e che fossero Berlusconi o alcune tv poco importa…tutto come al solito è stato messoa tacere…

A 130 giorni dal sisma abbiamo ricostruito realizzando un’impresa straordinaria, quasi magica. Abbiamo fatto un bel miracolo all’italiana». Con queste parole Silvio Berlusconi si è complimentato con le maestranze che a Cese di Preturo (L’Aquila) stanno portando a compimento le nuove costruzioni per i terremotati su piastre antisismiche.

Il presidente del consiglio ha inaugurato la prima casa da consegnare di circa 80 metri quadrati, anche se il cantiere esterno è ancora aperto. «Sono contentissimo, molto emozionato», ha detto circondato da molti operai in turno di lavoro nonostante il ferragosto.

Poi il premier ha firmato almeno una ventina di caschi scrivendo su ciascuno il nome dell’operaio e un grande grazie. A loro si è poi rivolto con una battuta: «Non ditelo ai sindacati comunisti che vi sono così simpatico». Un operaio si è fatto innalzare su una piattaforma mobile al terzo piano, dov’era l’appartamento da inaugurare, per fotografarlo. Il premier lo ha visto e si è fatto fotografare da almeno 30 operai col casco che lo festeggiavano. Prima di Cese di Preturo Berlusconi ha visitato Bazzano e Paganica.

In entrambi questi paesi è stato sempre accolto festosamente da alcune centinaia di cittadini e operai.

Aspettiamo inoltre ancora la sua dispinibilita’ delle 3 ville a favore degli sfollati come promesso il giorno dopo il terremoto…sono ancora li…anzi….le frequntazioni ci sono state…ma da persone ben diverse degli sfollati..forse quelle povere ragaze mezze nude, avranno avuto freddo e il caro Silvio avra’ avuto pieta’ di loro, ospitandole per diverse notti…invitandole alle sue feste e consentendo loro molto generosalemnte di lavarsi e di dormire a casa sua…com’è disponibile il nostro presidente del consiglio…

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abruzzo.

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giovani e alcool

Bevono di più, fuori pasto e con l’intenzione di ubriacarsi, imitando, i protagonisti della fiction televisiva.

Pensando di essere grandi si riducono anche in fin di vita…e perchè poi?per dimostrare cosa??di essere grandi?di essere adulti?gli adulti dovrebbero ragionare,non segeire le mode,non ubriacarsi tutte le sere solo per svago e divertimento…

Secondo i dati del monitoraggio Istat relativi al 2000, il consumo di alcol è notevolmente aumentato tra le giovani generazioni, toccando picchi sorprendenti tra i quattordicenni e le ragazze. Pur con le opportune cautele, è possibile stimare in 300mila maschi e oltre 160mila femmine di età compresa tra i 14 e i 17 anni, il numero dei giovani maggiormente a rischio, in quanto bevitori di amari e liquori, le bevande a più alta gradazione. L’aumento del numero di coloro che abusano, per quanto difficile da stabilire con precisione, è testimoniato dall’elevata frequenza di problemi alcol-correlati.
Il fenomeno, inoltre, risulta sempre più sganciato dal modello culturale “mediterraneo” caratterizzato da consumi moderati e strettamente legati ai pasti e orientato invece verso un modello di consumo “separato”, di “binge drinking” (bere per ubriacarsi), di “ponte” o “droga d’accesso” verso l’uso di altre sostanze illegali.
Nell’immaginario collettivo dei giovani, per di più, l’alcol non viene percepito come un fattore di rischio, tutt’altro: il bere viene associato a momenti di gioia e di benessere.

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Ragazzi  e ragazze con 14/15/16 anni che bevono super alcolici fino le 2-3 di notte, si drogano,e poi fanno ritorno a casa quando fuori c’è l’alba….genitori che se ne fregano,che pensano”ah mio figlio è diventato grande”,genitori che non si sono impegati fino in fondo a trasmettere dei valori ai propri figli,perchè la colpa principale è la loro: sulla base dell’educazione dei giovani c’è l’educazione, il senso di dovere, l’insegnamento a pensare alle conseguenze di determinate azioni:

Secondo i dati raccolti dall’OMS, infatti, l’alcol è la prima causa di morte tra i giovani uomini europei: un decesso su quattro, tra i ragazzi di età compresa tra i 15 e i 29 anni, è dovuto al consumo di alcol per un totale di 55mila morti l’anno a causa di incidenti automobilistici, avvelenamento, suicidio indotto dal bisogno di liberarsi dall’alcolismo, omicidi legati allo stesso fenomeno.

Per quanto riguarda l’Italia, la situazione non è meno tragica: su 170mila incidenti stradali che si verificano annualmente sulle nostre strade, 50mila sono attribuibili all’elevato tasso di alcol presente nell’organismo, mentre circa la metà delle 6mila morti causate da tali incidenti riguardano individui giovani. Sono gli alcolici, infine, nel nostro Paese, la principale causa di cirrosi epatica.

La mentalita’ di ora?abbandonare la scuola, andare a lavorare, non fare nulla tutto il giorno, non coltivare interessi, solo fumare bere e svagarsi tutto il giorno con gli amici a spasso della citta’ come barboni; il futuro?chi lo sa…

MILANO – La mano dura del Comune di Milano
contro gli alcolici agli under 16 è arrivata. L’ordinanza entra in vigore ma, almeno per i primi giorni, non ci sarà un aumento delle pattuglie delle forze dell’ordine fuori dai locali milanesi. Niente multe, perché la prima fase della campagna sarà informativa e non repressiva.

“Cominciamo con i volantini, poi arriveremo alle multe – spiega il sindaco di Milano Letizia Moratti – per ora abbiamo distribuito 20 mila volantini in cui spieghiamo i termini dell’ordinanza ed elenchiamo i danni che l’alcol può provocare. Ma tra dieci giorni partiremo con le multe”. E saranno salate: 450 euro (che diventeranno 500 se non saranno pagate entro i primi cinque giorni) recapitate ai genitori dei minorenni.

Quanto ai diretti interessati, i ragazzi al di sotto dei 16 anni, quella dell'”ora X” non diventa una serata diversa dalle altre. Procurarsi alcolici è diventato difficile, “ma non impossibile” dice Piero, 15 anni, con alcuni amici alle Colonne di San Lorenzo, e indica il suo scooter: “Con quello quanto ci vuole ad andare a Cologno o Sesto San Giovanni?”, chiede ironicamente. Perché la speranza di “non prosciugare quest’estate”, dice ancora il ragazzo, è nei Comuni dell’hinterland che non si sono dotati delle stesse regole del capoluogo.

Ma di giovanissimi, in giro per i locali di Milano, non se ne incontrano molti. “Sono tutti partiti dopo la scuola” sostiene Marco, 19 anni. Più che altro, aggiunge Claudio, responsabile dell’Yguana in piazza Vetra, “li si vede al venerdì e sabato sera e, in effetti, si vedono situazioni incredibili”. Quei pochi che sono in giro, commentano l’ordinanza senza giri di parole: “E’ uno schifo – dice Marianne, 14 anni – non chiedo di scolarmi una bottiglia di vodka, ma almeno una birretta fammela fare in santa pace”. C’è poi chi non sa nemmeno dell’esistenza del nuovo divieto e, tra l’incredulo e il “disgustato”, risponde: “Che schifo. Ci tocca scappare tutti in Spagna”.

Vogliamo continuare cosi?poi ci si lamenta degli incidenti stradali con un tasso di alcool nel sangue 3-4 superiore al limite consentito dalla legge….”mio figlio era un bravo ragazzo, so che non l’ha fatto apposta”e tu genitore dov’èri quando gli hai insegnato come si sta al mondo?

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