Verona, test truccati per l’ammissione al corso di Odontoiatria

L’indagine è in corso nel tribunale di Bari

BARI — Telefoni palmari ad altissime prestazioni tecnolo­giche. Base operativa dotata di computer di ultima generazio­ne e componenti dell’organizzazione «abili e sfrontati», così come sono stati definiti dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria. Perché nel timore di essere pedinati cambiavano auto e facevano giri interminabili prima di raggiungere la de­stinazione. Sono i retroscena che emergono dall’inchiesta del­la procura di Bari che ha scoperto come alcuni studenti duran­te le prove di ammissione di Odontoiatria effettuate a Vero­na, ma anche a Foggia e Napoli, avrebbero ricevuto in tempo reale le risposte agli 80 quiz ministeriali. Il sospetto dei finan­zieri è che lo stesso meccanismo di truffa sia stato utilizzato anche durante le prove ai test di Medicina a Foggia. I candida­ti che avrebbero usufruito dell’aiuto sono undici, ma il nume­ro delle persone coinvolte (alcune già iscritte nel registro de­gli indagati) sono 25. Tra questi il presidente del corso di lau­rea di Odontoiatria dell’università di Bari, Felice Roberto Grassi. Tra le persone coinvolte anche il ricercatore barese Andrea Ballini, numerosi candidati e loro genitori che si era­no rivolti agli esperti per ottenere un aiuto durante i test.

I reati ipotizzati sono associazione per delinquere finalizza­ta alla truffa, alla corruzio­ne e alla rivelazione di se­greto d’ufficio. Secondo i fi­nanzieri, per ottenere «l’aiu­to » i candidati sborsavano 30 mila euro, 5 mila dei qua­li all’atto dell’adesione. Il re­clutamento degli studenti, che in codice si iscrivevano a un «torneo», era gestito da un parente del presunto capo dell’organizzazione (rappre­sentante di prodotti per ortodonzia) e ha interessato soprat­tutto figli e parenti di medici, odontoiatri e odontotecnici. L’offerta comprendeva la fornitura di un palmare Htc configu­rato per l’accesso a una casella e-mail, sulla quale i candidati avrebbero dovuto ricevere le risposte ai quiz. L’appartamento utilizzato come «centrale» era nella disponibilità di un asses­sore comunale e odontotecnico di Altamura, che si è dimesso nelle ultime ore, il cui figlio era impegnato nelle prove di am­missione. Venerdì scorso nell’appartamento ad Altamura i fi­nanzieri durante l’irruzione hanno trovato sei persone, coor­dinate da un tecnico universitario, intente ad elaborare il que­stionario ministeriale ricevuto tramite e-mail, grazie alla scansione fotografica dei singoli fogli. Solo una parte delle risposte era stata già trasmessa ai candidati, l’altra era in fase di elaborazione. Due anni fa durante i test di ammissione alla facoltà di Odontoiatria e Medicina gli stessi finanzieri avevano scoper­to un’organizzazione parallela che faceva capo al professore Marcantonio Pollice.

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